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Testi in italiano ed inglese realizzati da Elisabetta Garboni

breve storia del kendo

Il kendo è la scherma giapponese, praticata ancora oggi come molti secoli fa. Poco conosciuta in Occidente, ha comunque esercitato sempre un grande fascino grazie ai film di samurai, specialmente quelli portati sugli schermi dal regista nipponico Akira Kurosawa, ma anche grazie alle bellissime armature ed all'abbigliamento che ancora oggi si indossano durante gli allenamenti. Tutto ciò, unito alla grazia dei movimenti ed alle profonde implicazioni storiche e filosofiche che lo caratterizzano, ha contribuito a fare del kendo la più affascinante delle arti marziali nipponiche.

E' praticamente impossibile parlare del kendo senza prendere in considerazione la storia del Giappone, seppure in grandi linee. Infatti, lo sviluppo della classe dei samurai e  la loro grande dipendenza dalla spada erano strettamente legati all'evolversi delle vicende interne del Paese del Sol Levante. Fu attorno al XII secolo, ovvero quando il Giappone viveva l'epoca Kamakura, che la casta dei samurai acquistò potere ed importanza, maturando inoltre una coscienza di classe fortemente sentita, che portò questi fieri guerrieri nipponici a considerare la spada non più mero strumento di guerra e da combattimento ma simbolo della loro stessa anima, un oggetto da rispettare e venerare.

Nel corso dei secoli successivi, questi nobili samurai assunsero un ruolo sempre più determinante nella vita politica, militare ed amministrativa del loro Paese, a causa sia delle frequenti lotte civili che del sistema feudale che reggeva le sorti dello Stato. Il simbolo per eccellenza del samurai era la sua spada, ed era quindi sempre più necessaria una scuola d'addestramento che ne insegnasse l'uso corretto.

Nacquero così su tutto il territorio giapponese decine e decine di scuole di scherma, rette da abili istruttori che godevano di tutto il rispetto e la devozione dei loro allievi. I luoghi in cui veniva praticato il Kendo, chiamati "Dojo", vennero riveriti con una sorta di adorazione che sfiorava quasi il misticismo, ed erano sempre accompagnati da una forte componente religiosa, che, ad esempio, poteva essere rappresentata da un altare per gli dei.

Accanto alle scuole di scherma nacque anche il codice cavalleresco dei samurai, il Bushido, che ha accompagnato la loro formazione in tutti questi secoli e che è stato tramandato fino a noi, subendo relativamente poche modifiche e stabilizzandosi, più o meno recentemente, in quello che è stato chiamato il "Bushido moderno".

Le ragioni della forza con cui i samurai dominavano incontrastati il Giappone erano da ritrovarsi nella totale devozione al loro signore, allo sprezzo della morte ed allo scarso, se non nullo, attaccamento che avevano nei confronti delle cose materiali. Essi erano pronti a morire in ogni istante, e pertanto certe questioni diventavano assolutamente prive di significato. In tempo di pace, i samurai si allenavano quotidianamente nella pratica della scherma. Inizialmente i combattimenti, per quanto simulati, risultavano fin troppo spesso in incidenti gravi e talvolta anche mortali. Si imponeva perciò l'uso di armi sostitutive, meno pericolose delle affilatissime Katane (cioè le spade vere e proprie). Si iniziò così ad usare lo Shinai, ovvero quattro stecche di bamboo tenute assieme da due guaine di pelle poste alle estremità. Venne anche approntata un'armatura che ricalcasse quanto più da vicino quella usata realmente in guerra. Tale armatura, chiamata Bogu, e gli Shinai sono gli stessi che ancora adesso, a distanza di tanti secoli, i kendoka usano durante l'allenamento. Viene usato anche, oggi come allora, il Bokken (o Bokuto), una spada in legno di forma uguale alla Katana.   

Verso la seconda metà del diciottesimo secolo la pratica del Kendo era ormai diffusa in tutto il Giappone, nonostante fosse appannaggio esclusivo della casta dei samurai.    

Ma la restaurazione imperiale del 1868 eliminò tale casta, e nel 1876 venne promulgata una legge che vietava l'uso della spada in pubblico. Calcolando che fino a poco tempo prima i samurai erano gli unici personaggi in Giappone ad essere autorizzati a portare due spade (una lunga, la Katana, ed una un po' più corta, lo Wakizashi) è facilmente comprensibile come ciò fosse stato un colpo durissimo per i valorosi guerrieri, e nemmeno una rivolta effettuata l'anno dopo bastò a riportare i samurai ai fasti dell'antico splendore. Le scuole, a quel punto, avevano cessato la loro funzione di fucine di guerrieri, ed i samurai divennero degli outsider. Qualcuno riuscì ad inserirsi come esponente militare nell'esercito, e fu così che, un po' alla volta, il Kendo divenne materia d'insegnamento nelle scuole od attività di svago; attualmente, molto importanti sono le scuole di Kendo delle varie polizie nipponiche.

Con il passare degli anni e con il crescente interesse dell'Occidente nei confronti del Giappone e delle arti marziali, il Kendo fuoriuscì dai confini nipponici, raggiungendo anche l'Europa, sbarcando in Italia ed arrivando a Trieste, dove ormai viene praticato da quasi vent'anni all’Ao Take Kendokai, primo dojo locale di Kendo.



 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Aggiornato il: 18 settembre 2001